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I mille usi dell’acido citrico

Come anticipato negli articoli precedenti l’acido citrico è un ingrediente fondamentale in una casa eco-compatibile ed… economica!

L’acido citrico è un acido debole contenuto negli agrumi.acido-citrico
E’ anche un additivo alimentare, normalmente indicato come E330, che potete trovare in moltissimi prodotti (anche bio) come correttore di acidità, per esempio nelle passate di pomodoro, marmellate, succhi di frutta. 

Perchè è così importante?
Può sostituire egregiamente ed efficacemente alcuni prodotti tradizionali che spesso contengono sostanze inquinanti per l’ambiente e anche pericolose per gli esseri umani come: ANTICALCARE, BRILLANTANTE, AMMORBIDENTE, BALSAMO PER CAPELLI, TONICO VISO, DEODORANTE.

Qui di seguito riporto solo gli USI che ho testato nella mia vita quotidiana… Posso assicurare che è un prodotto favoloso!

ANTICALCARE

L’acido citco è ottimo per togliere il calcare da lavandini, pentole, superfici di acciaio, bicchieri e brocche per l’acqua. Questo anticalcare naturale non ha odore, non lascia residui e non brucia sulle mani. Le differenze sostanziali con i prodotti tradizionali sono la sua ecocompatibilità e il tempo di contatto, che deve essere un po’ più lungo. ac-citrico-casa

Preparazione: preparare una soluzione di acido citrico e acqua distillata. Se l’acqua è molto “dura”, servirà una soluzione al 20% (200 gr di acido citrico anidro in 800 g di acqua, per avere un totale di 1 kg di soluzione). Ma con acque poco dure si possono preparare anche soluzioni al 10% (100 gr acido in 900 gr di acqua). Utilizzare come un normale anticalcare ma lasciare agire per un tempo maggiore.

BRILLANTANTE
Il brillantante che acquistiamo per la lavastoviglie non è un detergente ma un additivo. Ha lo scopo di rendere più brillanti le stoviglie, che altrimenti rimarrebbero più opache durante l’asciugatura (sempre a causa del calcare). Perciò basta preparare una soluzione al 10% (100 gr acido citrico in 900 gr di acqua) e versarla nella vaschetta apposita della vostra lavastoviglie.

AMMORBIDENTE
Si può sostituire l’ammorbidente tradizionale (contenente varie sostanze che posso provocare sensibilizzazione della pelle) con una la soluzione di acido citrico al 15-20%. In realtà l’acido citrico non ammorbidisce le fibre dei panni, ma neutralizza l’alcalinità del detersivo.
Il detersivo in polvere lascia i panni a pH 9 circa (alcalino/basico), quindi, l’aggiunta di acido citrico abbassa il pH e lo avvicina al pH della pelle (pH 5,5 circa).
Un’altra funzione da non sottovalutare e l’azione antialcare dell’acido citrico.. che allunga la vita della lavatrice!!

BALSAMO CAPELLI

La funzione di balsamo è quella che mi ha lasciata più incredula! E’ davvero ottimo e districa i capelli benissimo! Io sono dipendente dal balsamo avendo i capelli lunghi, fini, mossi e crespi…cioè il peggio del peggio!! Ora non compro più il balsamo!
Per la funzione di balsamo occorre diluire 25 o 30 ml di soluzione di acido citrico al 20% in un litro di acqua normale che va usato come ultimo risciacquo, dopo lo shampoo.
Funziona perché l’acidità “chiude” le scaglie di cheratina e modera il crespo.

DEODORANTE

Diluire 25 ml di soluzione di acido citrico al 20% in 75 ml di acqua distillata e metterla in uno spruzzino (es. di un deodorante liquido esaurito).
Funziona come deodorante perché abbassando il pH delle ascelle inibisce la crescita batterica e, quindi, la produzione di odori sgradevoli. Io come deodorante naturale uso anche la pietra di Allume di potassio (ma questo è un altro argomento che tratterò poi!).

MANUTENZIONE SALTUARIA DELLA LAVATRICE E DELLA LAVASTOVIGLIE
Con l’acido citrico in POLVERE è possibile anche fare un trattamento utilissimo a questi due elettrodomestici una volta al mese: riempire la vaschetta del detersivo con acido citrico e fare un lavaggio a vuoto (senza stoviglie e senza detersivo). In questo modo si disincrosterà perfettamente la resistenza, la macchina laverà meglio e si consumerà meno energia elettrica.

ac-citrico-usi

Da non confondere con il CITRATO DI SODIO!!
Il citrato di sodio è il sale (di sodio) derivante dall’acido citrico e, pertanto, non sarà più un composto acido ma neutro.
Su internet ci sono molte ricette per prepararlo a partire dall’acido citrico ma si può acquistare facilmente su internet ad un prezzo piuttosto economico.
Io lo utilizzo principalmente nella preparazione dei saponi in quanto il sodio citrato è un sequestrante, cioè allontana/separa i metalli presenti. Questa funzione permette al sodio citrato di evitare il formarsi di quella fastidiosa patina sul lavandino dopo aver usato una saponetta auto-prodotta. Oltre a questa funzione, il sodio citrato serve anche a dare una certa durezza ai saponi solidi e funge da antiossidante (poichè evita l’irrancidimento dei grassi presenti).citrato-di-sodio

Infine nel lavaggio in lavatrice il Sodio Citrato non va utilizzato nella vaschetta dell’ammorbidente ma come additivo al sapone (nella vaschetta del detersivo). In presenza di acque dure funge anche da addolcitore poichè interagisce con il calcare in eccesso.

http://www.biodizionario.it/ e http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2

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Nuove opportunità trasformando i rifiuti in prodotti

Riporto questo bellissimo articolo “Insieme per trasformare i rifiuti in risorse” tratto dal sito “Italia che cambia”. Credo che sia un ottimo esempio di cittadini attivi che hanno voluto creare un’attività innovativa che riutilizza i rifiuti (creando prodotti da vendere), genera nuove opportunità di lavoro, aiuta persone disagiate e salvaguarda l’ambiente!

“La Cooperativa Sociale Insieme nasce nel 1979 per mano di un gruppo di cittadini che si sono interrogati sulla questione ambientale sul fronte della riduzione dei rifiuti, specializzandosi negli anni nei due filoni del riuso e del riciclo. È una cooperativa di tipo B: in collaborazione con i servizi sociali inserisce in percorsi di accompagnamento persone seguite in situazioni di disagio o fragilità. L’obiettivo è trasformare i rifiuti in risorse.
La Cooperativa Sociale Insieme insiste sul concetto di seconda opportunità: «Partiamo da quello che ciò che viene definito rifiuto o scarto – ci dice la vicepresidente Marina Fornasier – e che sul dizionario troviamo come inutile o inquinante per la società o per l’ambiente. Sosteniamo il percorso che fanno persone o cose per trasformarle in risorse».
L’idea è che sostenendo un certo tipo di percorso tutti e tutte le cose possono essere una risorsa. «E possono entrare così un un’idea di economia circolare, in cui le materie prime – cose e persone – possano dare il meglio, se messi nelle condizioni di farlo».
Perché vi chiamate “Insieme”? «Racchiude il senso del nostro essere. Mettendo insieme le forze, le capacità, le storie con percorsi anche complicati, si può lavorare per una società inclusiva».
Il Barco è il bar della cooperativa assieme. È un bar fatto di cose e persone. L’arredamento è fatto di articoli e beni usati, a volte ricondizionati dalla stessa cooperativa. La cosa che fa più effetto è che quasi tutto l’arredamento e alcune attrezzature sono in vendita: «In ogni suo aspetto rappresenta ciò che la cooperativa vuole trasmettere. Ogni volta che ci torni il bar è diverso, si trasforma, proiettandoti sempre in un contesto diverso». Per questo rappresenta a pieno i valori della cooperativa: «Cose che arrivano e che vanno, che rientrano in circolo e che sono utili per molte persone».
Varie sono le attività proposte dalla Cooperativa. Ad esempio nel solo polo centrale si effettuano i seguenti servizi: vendita al dettaglio e all’ingrosso per i clienti, recupero di materiali che altrimenti sarebbero scarti, laboratori per le riparazioni (biciclette, attrezzature elettriche, etc…) e per lavorazione del tessile, magazzini destinati al riuso e al riciclo, laboratori per le riparazioni (biciclette, attrezzature elettriche, etc…) e per lavorazione del tessile.
Il valore aggiunto della cooperativa è dato dall’abbinamento riciclo al riuso. Viene recuperato il più possibile da quello che altrimenti sarebbe destinato a rifiuto. «Attraverso il recupero di quanti più beni possibili riusciamo ad intervenire in maniera impattante sulla riduzione del rifiuto».
Cooperativa Insieme è socia di Banca Etica da moltissimi anni. «Usufruiamo di moltissimi servizi e strumenti di credito di Banca Etica. L’ultimo strumento utilizzato è stato un finanziamento a supporto di una riorganizzazione a livello gestionale, anche in termini di spazi fisici. L’idea è che gli spazi fisici sono a disposizione della nostra mission, ambientale e sociale. A Cooperativa Insieme interessa stare nell’ambito della finanza etica». La collaborazione con Banca Etica ne è una dimostrazione.
Ad oggi la Cooperativa è composta da quattro punti vendita – la sede principale e altri tre piccoli negozi nella città di Vicenza; inoltre gestisce dieci ecocentri nella provincia e ha un centro di riuso, fuori città, il quale raccoglie la merce, la smista, la seleziona e così viene destinata al riuso. Il centro serve proprio a lavorare in maniera approfondita sulla selezione dei materiali dei beni che arrivano e sulla preparazione al riutilizzo.
Per Marina l’Italia è come «un organismo vivente, che deve crescere, evolversi e imparare dagli errori. L’Italia Che Cambia è una persona che ascolta, recepisce, elabora, mette in discussione e rettifica il tiro di volta in volta». E allora non ci resta che continuare a crescere così come sta facendo la cooperativa, Insieme.”

Sono anche io alla ricerca di persone con cui avviare un’iniziativa simile in provincia di Cuneo…. perciò se sei interessato …lasciami un commento!

Fonti: http://www.italiachecambia.org/2016/09/io-faccio-cosi-133-trasformare-i-rifiuti-in-risorse/

 

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Questa è l’era della “decrescita felice”?

L’altra sera durante la festa del paese ho avuto la fortuna di ascoltare l’intervento del Sig Maurizio Pallante, esperto di risparmio energetico e fondatore dell’associazione “Movimento per la Decrescita Felice (MDF)”.
Si tratta di un movimento italiano nato all’inizio degli anni 2000 con lo scopo di ridimensionare il modello dello sviluppo fine a se stesso. Il movimento è ispirato alla decrescita teorizzata da Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, che parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita.
Il movimento si struttura in circoli territoriali ed in gruppi di lavoro tematici. Ciò che li contraddistingue è un approccio “pragmatico” al tema della decrescita perchè “da soli si può far poco, insieme le cose cambiano”.

Alcune riflessioni…

Innanzitutto è bene chiarire che la decrescita non è una scelta di vita di “persone naif” che non hanno molto a cui pensare (come mi è stato risposto da più parti) ma è una scelta obbligata perchè il nostro è un modello di economia insostenibile sia per l’uomo che per l’ambiente.

decrescita

Basti pensare che l’’8 agosto 2016 è stato  l’Overshoot Day, ovvero il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare in un anno.
Attualmente, secondo il Gfn (Global Footprint Network), la popolazione mondiale sta consumando l’equivalente di 1,6 pianeti all’anno, questa cifra dovrebbe salire a due pianeti entro il 2030, in base alle tendenze attuali.

L’umanità ha iniziato a consumare più di quanto la Terra producesse nei primi anni Settanta e, da allora, il giorno in cui viene superato il limite arriva sempre prima (nel 1975 era il 28 novembre) a causa della crescita della popolazione mondiale e dell’espansione dei consumi in tutto il mondo. Inoltre il rapporto dell’ISPRA* suggerisce uno scenario di un’Italia sempre più calda, siccitosa e soggetta a singoli eventi alluvionali, i cui effetti sono purtroppo noti. Dal punto di vista della Temperatura, il 2015 è stato l’anno più caldo dal 1880 ad oggi, sia per la terraferma che per gli oceani. In particolare, analizzando la serie storica dal 1980 ad oggi, si registra un aumento medio di +1,12 °C circa ogni 10 anni

In secondo luogo, la decrescita non è soltanto una critica ragionata all’assurdità di un’economia fondata sulla crescita smisurata della produzione di merci ma è un’alternativa radicale al suo sistema di valori. E’ una rivoluzione culturale che non accetta la riduzione della qualità del prodotto a favore dell’aumento della quantità e non accetta l’aumento del PIL, ovvero dei consumi, come indicatore di “benessere”. Alcuni esempi sono la crescita della produzione di cibo che comporta un abbassamento della sua qualità ed un aumento di quello che si butta; l’aumento dell’uso dell’auto che aumenta lo spreco di benzina nelle code stradali; l’aumento del consumo di farmaci. Pertanto l’aumento dei consumi non comporta sempre una crescita del benessere, sebbene faccia crescere il prodotto interno lordo ma, anzi, genera un peggioramento della qualità della vita!!

Con il termine “decrescita felice” non si intende la promozione della riduzione quantitativa del PIL, ne il “gioire” di un periodo di recessione; inoltre non si identifica con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche.decrescita (2)

La decrescita si propone di ridurre il consumo delle merci che non soddisfano nessun bisogno, ovvero gli sprechi (es. gli sprechi di energia in edifici mal coibentati), ma non il consumo dei beni che si possono avere soltanto sotto forma di merci perché richiedono una tecnologia complessa (per esempio: la risonanza magnetica, il computer, ma anche un paio di scarpe), i quali però dovrebbero essere acquistati il più localmente possibile.

L’MDF si propone di ridurre il consumo delle merci che si possono sostituire con beni autoprodotti ogni qual volta ciò comporti un miglioramento qualitativo e una riduzione dell’inquinamento, del consumo di risorse, dei rifiuti e dei costi (per esempio: il pane fatto in casa). E’ inoltre una rivoluzione finalizzata a sviluppare le innovazioni tecnologiche che diminuiscono il consumo di energia e risorse, l’inquinamento e le quantità di rifiuti per unità di prodotto.

Infine, l’MDF ha come obbiettivo l’instaurare di rapporti umani che privilegino la collaborazione e vuole definire un sistema di valori in cui le relazioni affettive prevalgono sul possesso di cose. Se la collaborazione prevale sulla competizione, diminuisce la necessità di acquistare servizi alla persona e diminuisce il prodotto interno lordo, ma il ben-essere delle persone migliora.

In conclusione, se si riduce la durata del tempo giornaliero che si spende nella produzione di merci, aumenta il tempo da dedicare all’autoproduzione di beni e alle attività creative: il prodotto interno lordo diminuisce e il ben-essere migliora.

*(Rapporto ISPRA sul clima 2015, intitolato ” Gli indicatori del clima in Italia nel 2015″. Il rapporto si basa su dati, indici e statistiche relativi a temperatura, temperatura superficiale del mare, precipitazione ed umidità relativa, raccolte dal Sistema nazionale per la raccolta, la diffusione e l’elaborazione di dati Climatologici di Interesse Ambientale).

Fonti: http://www.decrescitafelice.it,  www.noimedianetwork.it,  www.lifegate.it,  www.wikipedia.it

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Educare alla libertà – M.Montessori

Questo articolo è tratto dal blog http://www.vitadimamma.com; è un articolo molto bello che condivido ampiamente.

Se esistesse un’università per genitori, l’esame più importante che mamma e papà dovrebbero superare per preparasi alla cura del bambino sarebbe quello montessoriano dell’educazione alla libertà. Educare alla libertà, intesa come capacità autonoma di scegliere il proprio essere ed il proprio percorso nel mondo, è quanto di più difficile e importante debba fare un genitore.

Educare non è un verbo, è una vocazione; crescer un figlio non è un dovere, è un’occasione di felicità; vedere un cucciolo d’uomo divenire adulto non è un accadimento di vita, è un miracolo che si rinnova ogni giorno sotto i nostri occhi.images

Tra le pagine degli scritti montessoriani si rintracciano principi e valori che se veramente praticati possono migliorare la vita di madri e figli, padri e bambini, insegnanti e piccoli alunni. E sono tutti principi riconducibili all’educazione alla libertà intesa come filosofia di vita.
Ecco alcuni principi che ogni genitore dovrebbe conoscere:
1. Nella tua vita di genitore ispirati alla libertà, perciò educa tuo figlio perché impari a fare da solo nei gesti e nei pensieri.
Ogni volta che tuo figlio dipende da te, dal tuo giudizio, da un tuo atto o da una tua volontà entrambi siete meno liberi e meno vicini. All’opposto, ogni qualvolta tuo figlio fa una conquista personale ed autonoma entrambi avrete un motivo di soddisfazione in più e i tuoi insegnamenti apparterranno tanto profondamente a tuo figlio da rendervi l’uno parte dell’altro.
2. Non impedire mai al tuo bambino di sperimentare il mondo e le sue emozioni.
Correre, ridere, saltare, abbracciare, piangere, mangiare, vestire, lavare, giocare sono verbi che il figlio deve gradualmente imparare a coniugare in autonomia ovvero facendo da solo (e “da solo” si intende in termini di scelta oltre che di azione). La capacità di fare da soli non è innata nei bambini; nei piccoli è innato l’istinto alla sperimentazione da cui proviene la possibilità di imparare. Infatti più un bimbo sperimenta più impara.
Quando il bambino incomincia a mangiare da solo non sa usare il cucchiaio e si sporca, sporca la tavola su cui mangia e anche il pavimento. Tuttavia il bambino è naturalmente portato a sperimentare, se non limitato né bloccato, pian piano mangerà con sempre maggiore precisione e successo, ovvero pian piano imparerà. Ciò vale per ogni azione della vita pratica che il bimbo possa e debba imparare a fare da solo.
3. Metti tuo figlio in condizione di crescere lasciandolo disporre di oggetti di uso comune in modo autonomo.
Già a 18 – 20 mesi i bambini debbono comprendere dove e come si lavano le manine, a 24 devono avere libero accesso al lavabo, gestire il sapone, l’asciugamano, lo spazzolino da denti.
4. Affinché il bambino impari, l’adulto deve rimanere punto di riferimento e di supporto, devi osservare senza intralciare, consigliare senza sostituirsi al bambino. Pertanto, osserva tuo figlio e dagli sempre il buon esempio, mostra come fare ma non fare mai al suo posto.
5. Coinvolgi il tuo bambino nelle attività quotidiane.
Cucinare con la mamma o aiutarla ad apparecchiare la tavola sono palestre di manualità, coordinamento, ordine e collaborazione.
Osservare, imitare, sbagliare e correggere se stessi è questo il percorso naturale di crescita che ogni figlio merita di vivere.
6. Costruisci un ambiente a misura di bambino in cui il piccolo possa accedere alle cose, sperimentare in autonomia, vivere in sicurezza e esplorare senza insidie.
7. Non parlare mai male di tuo figlio, non mortificarlo, non sottolineare i suoi difetti. All’opposto tendi a marcare i suoi pregi, stimola la sua autostima mettendo in luce i suoi valori, dagli sempre il buon esempio perché si specchi nel bene imparando a riconoscere e allontanare il male.
8. Orienta ma non costringere. Il bambino fa suo ciò che sperimenta e tal volta per comprendere di essere in errore deve sperimentare pure lo sbaglio, deve cadere per imparare a rialzarsi. Ovvio è che il genitore deve garantire l’incolumità del bambino, ma sta di fatto che non ne deve limitare la libertà rendendogli possibili sempre nuove prove.
E’ cadendo durante una corsa che il bambino impara a rialzarsi; è provando un gusto nuovo che impara ad assaporare e gode del cibo; è condividendo uno spazio che scopre l’amicizia; è rovesciando una tazza che considera l’equilibrio necessario per tenerla tra le mani senza far cadere nemmeno una goccia.
9. Nell’educare lascia che tuo figlio sia curioso e rispetta l’autonomia del bambino.
Curiosità ed autonomia camminano di pari passo, la prima spinge il bimbo a mettersi alla prova e la sperimentazione potenzia autostima e libertà.

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Centrifughe Detox dal brasile -parte 2

Ecco la seconda parte delle ricette brasiliane per eliminare le tossine, bruciare i grassi ed avere un corpo tonico e sano.

I vantaggi di ricette disintossicanti sono accessibili a tutti ma nulla deve essere radicale . Una educazione alimentare deve sempre essere graduale e responsabile, quando possibile e dove necessario, con l’accompagnamento professionale.

Succo disintossicante di auguria con zenzero

3 fette di anguria eliminando i semi
1 cucchiaio di semi di lino
1 cucchiaio di zenzero grattugiato

 

Agent Orange 

200 ml di succo di carota ( passata nella centrifuga )
200 ml di succo di peperone giallo (passati nella centrifuga )
2 cucchiai da thè di bacche di Goji
50 ml di succo di finocchio (passati nella centrifuga )
100 ml di succo di limone
50 ml di succo di champignons freschi (passati nella centrifuga )

 

* Suggerimento: è possibile sostituire le bacche di Gojicon mela , che consentirà di aumentare la sensazione di sazietà .

Succo per proteggere il sistema immunitario, per il miglioramento della funzione intestinale ed l´eliminazione del grasso in eccesso .

200 ml di succo di pomodoro
25 ml di succo di limone
2 gocce di tabasco pepe (a piacere)
Acqua frizzante

La presenza di gas dell ‘acquafrizzante ha lo scopo di aumentare la sensazione di sazietà .

E il tabasco ? Questo ingrediente segreto aiuta ad accelerare il metabolismo . Questo perché il peperone è termogenico , cioè aumenta la temperatura corporea interna cosí da poter bruciare le calorie in eccesso e aiutare a perdere peso .

Succo di limone con arancia e lattuga

Succo di 1 limone
Succo di 2 arance Lima
6 foglie di lattuga
½ tazza di acqua

 

Succo disintossicante alla Melanzana

2 fette di melanzana con la buccia ;
1 limone  + 1 arancia spremuti;
1 mela verde senza semi ;
1 tazza di acqua 

Succo disintossicante e digestivo

1 tazza ( tè) di cubetti di ananas
1 carota
1 tazza ( tè) di steli di finocchio
1 limone spremuto e la scorza grattugiata

Succo disintossicante e energetico

4 carote
1 mela
1 limone spremuto
2 arance
1 pezzo di zenzero

centrifughe (1)

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Ricette brasiliane di centrifughe per ritrovare energia e detossificarsi

Con l’arrivo dell’estate urge la necessità di tornare in forma per la prova costume e non c’è nulla di meglio delle centrifughe: snellenti, fresche e detossificanti. 

Le centrifughe disintossicanti sono considerate bevande rivelazione in quanto la miscela di frutta e verdura cruda fornisce una notevole quantità di nutrienti importanti per mantenere il corpo sano e fornire una carica di energia. Sono inoltre pratiche e veloci e permettono di eliminare le tossine in eccesso, promuovendo la pulizia interna, e facilitando il processo di perdita di peso.

Succo Detox potente alla Clorofilla centrifughe

½ tazza di prezzemolo;
1 tazza foglie di spinaci;
1 foglia di cavolo senza picciolo;
1 tazza di cicoria tritata;
½ tazza di germogli di erba medica o alfafa;
½ mela verde con la buccia;
5 foglie di menta;
2 bicchieri d’acqua.

La cicoria ha potere lassativo e stimola l’attività di pancreas e fegato. La cicoria contiene cicorina, inulina, (oligosaccaride prebiotico, vedi anche PREbiotici: come sceglierli, dove si trovano?) colina, tannino, amido, sali minerali e vitamine, tutte sostanze molto utili all’organismo, grazie alle quali questo vegetale vanta proprietà astringenti, toniche, disinfettanti e disintossicanti. Grazie alle sue proprietà aiuta a regolare la quantità di glucosio e di colesterolo nel sangue. La cicoria, inoltre, favorisce il funzionamento della cistifellea e dei reni e stimola la digestione. 

Il prezzemolo contiene molti minerali (Ca, P, Fe, K, Mg, Se e Mg) e vitamine importanti per l’organismo umano (A, gruppo B, C, E, K e J) e flavonoidi. Le sue proprietà del sono molteplici ed in particolare stimola la secrezione gastrica favorendo il processo digestivo; i suoi sali minerali lo rendono un ottimo tonico-energizzante ed un ottimo rimedio diuretico. E’ sempre bene ricordare che l’uso del prezzemolo va limitato in gravidanza perchè potrebbe può portare all’aborto.

I germogli Alfa Alfa sono un prezioso alimento in cucina e per la salute e il benessere fisico; è una pianta erbacea perenne che vanta grandi proprietà essendo ricca di minerali, vitamine, proteine ed enzimi. Per millenni è stata l’elisir di longevità “segreto”. I germogli si sa che sono una grande fonte naturale di vitamine perchè contengono tutte le sostanze nutritive per la futura pianta concentrate (ovvero amminoacidi per la costituzione delle proteine, beta-carotene, vitamine, minerali, enzimi, isoflavoni, fitoestrogeni e gli alcaloidi asparagina e trigonellina).

La menta oltre a contenere il mentolo contiene anche i minerali Ca, Mg, P e Fe e vitamine del gruppo A, B, C e D, polifenoli e aminoacidi. Molto nota è anche la sua azione antisettica e antivirale, per la cura soprattutto dell’apparato gastrointestinale. Questo grazie alla presenza al suo interno di un buon contenuto di polifenoli. Sconsigliata però in alcuni casi, come ad esempio l’eccessiva acidità di stomaco e il reflusso gastroesofageo, poiché può favorire una maggiore produzione di acidi gastrici. Possiede inoltre proprietà antispasmodiche e favorisce la risoluzione di coliche intestinali. Utile anche in alcune tisane dal chiaro carattere rilassante per via delle sue proprietà sedative.

Succo attiva metabolismo Ananas e Kiwicentrifughe ricette brasile

2 fette di ananas medie sbucciate;
1 kiwi a fette sbucciato;
1 fettna di Limone di Persia sbucciato;
5 foglie di menta;
1 tazza di tè verde senza zucchero; 3 cubetti di ghiaccio.

Preparazione: Lavare tutti gli ingredienti e frullare o centrifugare.

Proprietà e benefici ingredienti:

L’ananas contiene la bromelina un enzima in grado di trasformare alcune proteine in aminoacidi e per questo motivo viene utilizzata molto spesso in ambito farmaceutico (in particolare nelle terapie antiinfiammatorie) per le sue proprietà antimicrobiche; inoltre ha una notevole azione diuretica e può contribuire ad accelerare il metabolismo e favorire la digestione. E’ infine ricca di vitamine (A, B, B2, B6, PP, E, K e C) e minerali, gode di notevoli proprietà (depurative, immunomodulante, ipertensive, digestive, ..).

Il kiwi possiede un contenuto molto alto di vitamina C, superiore addirittura a limone ed arancia; è inoltre ricco in potassio, vitamina E, Rame, ferro, che combinate insieme, conferiscono al kiwi caratteristiche antisettiche e antianemiche. E’ sempre bene ricordare che la vitamina C aiuta l’assorbimento del ferro. 

Da sempre il thè verde è conosciuto come bevanda della salute e nel corso degli ultimi decenni anche la scienza ha messo in evidenza le sue proprietà antiossidanti, diuretiche, depurative, toniche e stimolanti. ll thè inoltre è stato dimostrato avere effetti benefici sul diabete di tipo 2 riequilibrando i tassi di glucosio nel sangue.

Succo barbabietola e coriandolo

3 foglie di barbabietola;
½ tazza di coriandolo;
½ tazza di uva acerba;
1 limone spremuto;
1,5 tazze di acqua.

E’ bene ricordare che le centrifughe sono nutrienti, fresche e salutari ma sono carenti della porzione di fibre (eliminate durante la spremitura). E’ bene pertanto assumere più spesso anche la frutta completa oppure i frullati in modo da apportare anche le fibre all’alimentazione.    

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Le ragioni per cui non mangiare salmone

Questo articolo è tratto dal blog di Alexandra Morton, una ricercatrice ed attivista canadese che da anni si dedica a campagne di sensibilizzazione per la salvaguardia dei salmoni selvaggi nelle bellissime coste della British Columbia. In quest’area, infatti, i salmoni selvatici stanno scomparendo a causa del forte inquinamento generato dagli allevamenti intensivi che hanno causato la proliferazione di alghe, di pidocchi del mare e di “zone morte” nei fondali. Nel suo blog la signora Morton pubblica articoli, video e petizioni per illustrare i danni provocati dagli allevamenti intensivi e la scarsa salubrità del salmone in essi prodotto. Inoltre, i suoi documenti vogliono denunciare la censura che viene fatta dal governo Canadese (ed altri) per mantenere tutto ciò segreto e per non contrastare gli interessi delle multinazionali.

I motivi per cui è meglio evitare di consumare il salmone proveniente da allevamenti intensivi sono molteplici.

Gli allevamenti di salmone sono costituiti da reti e vasche poste nel mare. In queste vengono stipati decine di migliaia di salmoni che non hanno spazio vitale e producono una grande quantità di rifiuti organici. I reflui prodotti non vengono mai eliminati e le reti non vengono mai dilavate. Nelle acque pertanto si accumulano sostanze tossiche quali rame, zinco, acidi, pesticidi, PCB’s ecc.. generate dalla decomposizione dei reflui, dei mangimi, dei farmaci e dei disinfettanti e tutte queste sostanze vengono assimilate dal salmone stesso. 

allevamenti intensivi salmone

Il livello di inquinamento negli allevamenti intensivi è talmente elevato che i medici  e tossicologi Norvegesi sconsigliano l’assunzione di salmone alle donne in gravidanza: secondo alcuni studi gli alti livelli di sostanze tossiche accumulate nella carne del salmone di allevamento potrebbero danneggiare lo sviluppo celebrale del feto (molti di questi medici subiscono forti pressioni affinché non divulghino tali notizie).

Un secondo motivo è l’aspetto sanitario: l’abuso di antibiotici negli allevamenti intensivi sviluppa la resistenza agli antibiotici sia nei pesci dell’allevamento, che nei salmoni selvatici e nelle loro progenie (uova); è stato inoltre riscontrato un’aumento della resistenza agli antibiotici anche in altre specie ittiche (soprattutto nei molluschi). 

Oltre a rendere tossico il pesce, l’inquinamento generato dagli allevamenti intensivi si estende per svariati metri intorno alle reti ed influenza tutto l’ecosistema dei fondali marini. La contaminazione dei fondali marini al di sotto delle reti degli allevamenti intensivi danneggia così tanto la biodiversità marina, che gli scienziati di Norvegia, Irlanda e Canada hanno riportato studi su vere e proprie “zone morte”. Per questa ragione gli allevatori spostano spesso le reti in aree diverse …provocando tuttavia un allargamento del danno ambientale.

Inoltre, come purtroppo già riportato in altri articoli sulla carne, anche il salmcarophyllone viene addizionato di coloranti artificiali per farlo apparire più fresco e salutare. Si calcola che il 95% del salmone dell’Atlantico venduto nei nostri negozi deriva da allevamenti intensivi e la maggior parte di essi è colorato artificialmente per farlo sembrare salmone pescato in mare. Il prodotto utilizzato è un colorante sintetico detto “Carophyll” che è stato scelto per la sua somiglianza con i coloranti naturalmente contenuti nel salmone. L’industria dei coloranti per salmone è talmente sviluppata che esistono delle vere e proprie cartelle colori (come quelle degli imbianchini!!) dedicate esclusivamente a questo scopo e che permettono agli allevatori di riprodurre fedelmente la tonalità del salmone desiderata (esattamente come succede per le tinte per pareti!!). Se non fosse per i coloranti artificiali alcuni salmoni presenti in commercio potrebbero addirittura non essere rosa ma di un disgustoso grigio.. che nessuno acquisterebbe.salmone di allevamento

Per coloro che hanno un occhio allenato, è facile riconoscere un salmone da allevamento da quelli selvatici, in quanto i primi hanno un colore rosa sbiadito e mancano della brillantezza caratteristica dei salmoni selvatici.

Infine, il salmone degli allevamenti è molto più grasso e le sue qualità nutrizionali sono decisamente inferiori rispetto al salmone selvatico dato che viene nutrito con scarti di cereali raffinati e derivati di origine animale. E’ stato anche dimostrato che i salmoni di allevamento contengono un più basso livello di omega 3 rispetto ai salmoni selvatici. 

All’estero è molto maggiore la consapevolezza della gravità della situazione, tanto che viene totalmente sconsigliato il consumo di salmone proveniente dall’Atlantico. Per fortuna varie associazioni sensibilizzano ad un consumo consapevole fornendo utili guide. Qui di seguito riporto un file con vari link che ho trovato.

Guide al pesce sostenibile

Qui trovi una lista aggiornata delle guide al pesce sostenibile proposte da diverse organizzazioni, nel quadro di campagne internazionali, regionali, nazionali o tematiche. Queste guide, più o meno dettagliate, vogliono rendere i consumatori più consapevoli riguardo la situazione delle risorse ittiche.

Italia
Guida mangiamoli giusti di Slow Food

Greenpeace: Guida ai consumi ittici

Wwf: guida tascabile

Internazionali

Environmental Justice Foundation: Guida del consumatore di gamberetti

Fischimhandy : guida internazionale di prodotti di mare

incofish : servizio di informazione sulle specie

Grenpeace dà anche informazioni sulla politica di approvvigionamento delle otto più grandi catene di supermercati del Canada

Environmental Defense Fund propone una guida al pesce sostenibile.

NOAA (National Oceanic and Atmosferic Administration): Fish Watch

Europa

Mr.Goodfish (World Ocean Network), in 5 lingue.

salmone da allevamento

 

Fonti: http://alexandramorton.typepad.com; ricerche e studi

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